Ultimo Aggiornamento:
26 aprile 2017
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Mentepolitica esce ogni mercoledì e sabato. Siamo lieti di offrire ai nostri lettori la possibilità di scaricare liberamente (nel riquadro corrispondente alla foto di copertina) il "Quaderno" di Luca Tentoni che raccoglie il prezioso percorso di analisi che ha condotto negli ultimi dieci mesi per il nostro sito.

ULTIMO NUMERO: Anno 4 uscita 33 del 26.04.2017

Alla corte di Grillo?

Vanno osservate con attenzione le aperture, più o meno esplicite, che si vanno facendo da vari ambienti verso il Movimento Cinque Stelle. In parte non è fenomeno recente, perché una rete come La7 da tempo ha aperto spazi tanto direttamente con esponenti Cinque Stelle quanto meno direttamente con giornalisti del quotidiano che li accredita. Tuttavia negli ultimi tempi ci sono stati altri episodi, il più noto dei quali è quello relativo al direttore del quotidiano della CEI, ma un po’ meno apertamente se ne sono notati altri.

Non è cosa che debba stupire più di tanto, perché ovviamente una forza politica stimata stabilmente al 30% dei consensi elettorali e che ha conseguito alcuni successi rilevanti deve per forza di cose trovare attenzione e valutazione. Tuttavia in questo caso c’è un dato in più che merita di essere messo in rilievo: la natura sfuggente per non dire ambigua di questa forza consente di prenderla in considerazione per così dire senza sporcarsi le mani. Ad essa ciascuno può attribuire quel significato che più gli aggrada e relegare i punti della sua proposta per lui meno convenienti ad elementi marginali, magari considerandoli frutto di un certo folclorismo e di tanta improvvisazione che ancora è presente in una forza “giovane” e che pertanto può essere perdonata. leggi tutto

Spese per la difesa federali e titoli del tesoro al portatore per aggredire il debito pubblico

Il nodo del debito pubblico rimane tema caldo. Una parte del partito democratico ha avanzato  richiesta di moratoria sulle privatizzazioni. La proposta è stata respinta dal ministro dell’economia Padoan, non si sa se per convinzione o perché la sua posizione non lascia spazio ad alternative, pena una doccia fredda da Europa e mercati. Purtroppo a imporci in maniera pressante e spregiudicata di svendere parti del nostro patrimonio arriva il giudizio dell’agenzia di rating Fitch che ci degrada per l’ennesima volta. La questione è preoccupante perché gran parte delle privatizzazioni in Italia ha provocato un grave danno alle casse pubbliche, che avrebbero dovuto invece risanare, visto che sono stati svenduti cespiti che fruttavano molto di più di quanto non rendano in media i titoli di stato. In più le privatizzazioni sono un’ipoteca sullo sviluppo in quanto hanno prodotto un arretramento in settori chiave come quello delle comunicazioni stradali (si legga di Giorgio Ragazzi I signori delle autostrade edito dal Mulino) e telefoniche fortemente danneggiate dalla scarsità degli investimenti delle nuove proprietà. Queste hanno beneficiato della posizione di mercato privilegiata (le autostrade ad esempio sono un monopolio naturale in cui non è possibile avere concorrenza) per estrarre rendite cospicue spesso finite in avventure finanziarie all’estero. leggi tutto

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