Ultimo Aggiornamento:
05 agosto 2017
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Mente Politica sospende le pubblicazioni per il mese di agosto. Torneremo ad uscire regolarmente ogni mercoledì e sabato a partire da sabato 2 settembre.

ULTIMO NUMERO: Anno 4 uscita 62 del 05.08.2017

Tempo di vacanze …

Cari Lettori,

    agosto è tradizionalmente tempo di vacanze, anche se non per tutti. Il nostro piccolo periodico che, come sapete, si basa interamente sul lavoro volontario di redattori e collaboratori, si concede un periodo di sospensione. Torneremo regolarmente da voi coi consueti due numeri settimanali del mercoledì e del sabato a partire da sabato 2 settembre. Naturalmente come sempre quelli di voi che sono iscritti alla nostra mailing list di avvisi riceveranno la consueta comunicazione della messa in rete del numero.

Contiamo che anche gli altri continuino a seguirci con la simpatia che hanno mostrato sin qui. Ormai c’è una comunità di circa 3000 lettori a numero che accede al nostro sito. Questo per noi è un grande orgoglio perché siamo un gruppo di persone che fa questo lavoro per passione, senza altro fine che mettere a disposizione di chiunque voglia approfittarne delle riflessioni sugli avvenimenti politici.

In un contesto sempre più dominato da prese di posizione partigiane e da lotte fra gruppi e tribù politiche, noi continuiamo ostinatamente a credere che ragionare di politica aiuti la crescita civile del nostro paese e che ci sia più gente di quanta ritengono politici e produttori di talk show desiderosa di essere stimolata a riflettere. leggi tutto

La complessa ricomposizione del centrodestra

Secondo tutti i sondaggi, i partiti di destra si apprestano a superare - dopo più di venti anni - il centrodestra di Berlusconi. La Lega (Salvini) e Fratelli d'Italia (Meloni) sono accreditati di una percentuale complessiva oscillante fra il 17 e il 20% dei consensi popolari, mentre Forza Italia non arriva mai, nelle diverse rilevazioni, oltre quota 14%. Questo cambiamento di rapporti di forza ci riporta alle prime due elezioni politiche della Seconda Repubblica: nel 1994, infatti, Lega (8,4%) e AN (13,5%) superarono, sia pur di poco (21,9 a 21) il partito di Berlusconi; nel 1996 (Lega 10,1%, AN 15,7% contro il 20,6% di FI, senza contare il 5,8% del CCD-CDU che riportò l'ago della bilancia in equilibrio) si arrivò ad un sostanziale pareggio reso simbolicamente inutile - oltre che dalla sconfitta elettorale contro l'Ulivo di Prodi - da altri due fattori (l'uscita del Carroccio di Bossi dall'alleanza di centrodestra e il progressivo avvicinamento al centro del partito di Fini). La caratterizzazione sempre più marcatamente di centrodestra di AN, inoltre (fino alla confluenza nel PDL) ha molto attenuato la natura di "destra" del partito di Fini, così come la stessa Lega di Bossi, dopo l'accentuazione secessionista e di protesta radicale del 1994-1996, si è ritrovata ad essere forza più di governo che di lotta per tutto il decennio iniziale del XXI secolo. leggi tutto

Il disarmo nucleare globale è a portata di mano, ma dipende tutto dall’Olanda

Dario Fazzi *

Lo scorso sette luglio i paesi membri dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite hanno firmato un trattato che li impegna ad astenersi dallo sviluppo, dalla sperimentazione, dalla produzione, dall’acquisto, dal possesso e dall’accumulo di armi nucleari. Si tratta del primo vero e proprio accordo legalmente vincolante volto a mettere al bando in maniera permanente le armi nucleari, inclusi gli arsenali atomici già presenti sulla scena internazionale. L’ambizioso trattato è il risultato più rilevante di oltre un decennio di campagne promosse da vari gruppi transazionali e non governativi quali il Movimento Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa,l’ICAN, la campagna internazionale per l’abolizione delle armi nucleari, PAX, un’organizzazione a carattere ecumenico erede di quel Comitato Interconfessionale per la Pace che fu tra i gruppi più attivi nelle proteste contro gli Euromissili dei primi anni Ottanta, ma anche da leader religiosi, politici, scienziati e accademici provenienti da ogni parte del mondo.

 

L’ambizione e la portata del trattato lo rendono un esempio pressoché unico nella lunga storia dei negoziati nucleari. Uno dei principali obiettivi dell’accordo, infatti, è quello di superare leggi tutto

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